Monster Hunter Now, sviluppato da Niantic in collaborazione con Capcom, rimane uno dei tentativi più ambiziosi di unire la realtà aumentata a un franchise storico nato su console. Nel 2026 il gioco è cambiato in modo significativo rispetto al lancio del 2023, con nuove armi, aggiornamenti di bilanciamento, eventi stagionali e miglioramenti alla qualità dell’esperienza. Tuttavia, la domanda centrale resta la stessa: la caccia in AR arricchisce davvero la formula di Monster Hunter oppure introduce limiti che i capitoli tradizionali non avevano? Questo articolo analizza in modo concreto i punti di forza e di debolezza del modello di caccia nel mondo reale, basandosi sulle meccaniche attuali, sulle prestazioni tecniche e sui feedback della community aggiornati al 2026.
A differenza dei capitoli principali della serie, costruiti su mappe ampie e battaglie prolungate, Monster Hunter Now concentra gli scontri in combattimenti brevi e legati alla posizione reale del giocatore. I mostri appaiono nei dintorni sfruttando GPS e rotazione dei biomi. Foreste, deserti e paludi cambiano nel corso della giornata, incentivando il movimento fisico invece della ripetizione nello stesso luogo. Questa scelta modifica radicalmente il ritmo: una caccia dura in media meno di 75 secondi.
Il sistema di combattimento è stato semplificato ma non svuotato. Restano classi d’arma come Spadone, Spada Lunga, Spada & Scudo, Arco e Balestra Leggera, ognuna con mosse adattate ai controlli touch. Schivate, abilità speciali e debolezze elementali continuano a essere centrali. Tuttavia, la profondità è più compressa: mancano alcune combinazioni avanzate e non esistono le interazioni ambientali complesse viste in titoli come Monster Hunter World o Rise.
Nel 2026 Capcom e Niantic hanno migliorato il comportamento dei mostri e la leggibilità degli attacchi per adattarli al gioco all’aperto. Le hitbox risultano più precise rispetto al lancio e la compensazione della latenza è stata ottimizzata, riducendo i colpi “fantasma”. Nonostante ciò, la complessità meccanica resta inferiore rispetto ai capitoli console, ed è un compromesso evidente dell’esperienza AR.
Uno dei punti di forza più chiari di Monster Hunter Now è l’accessibilità. Le cacce sono rapide, i controlli intuitivi e la progressione semplificata. Per i nuovi giocatori questo significa evitare la curva di apprendimento spesso ripida della serie tradizionale. Non è necessario memorizzare alberi di crafting complessi o inseguire un Rathalos per mezz’ora su una mappa estesa.
I veterani, però, percepiscono l’assenza di alcuni livelli strategici. Non esistono Palico gestiti in modo articolato, le meccaniche di cavalcata non hanno la stessa profondità tattica e la fase di preparazione con trappole e oggetti è molto ridotta. Anche se le armature offrono abilità e bonus elementali, la varietà delle build è più limitata rispetto ai capitoli principali.
Il risultato è un ciclo di gioco più immediato ma meno stratificato. Si adatta bene alle abitudini mobile del 2026, dove le sessioni sono brevi e frammentate, ma rinuncia a parte della complessità che ha reso celebre il franchise.
Monster Hunter Now dipende fortemente dalla precisione della geolocalizzazione, dalla stabilità della connessione internet e dall’efficienza energetica del dispositivo. Dal 2024 gli aggiornamenti di ottimizzazione hanno ridotto surriscaldamento e consumo di batteria. Su smartphone di fascia media usciti nel 2025–2026 il gioco gira stabilmente a 60 FPS in modalità non-AR, mentre la modalità AR completa resta più esigente.
La modalità fotocamera AR consente ai mostri di apparire nell’ambiente reale, con scala dinamica basata sul riconoscimento delle superfici. L’effetto è scenografico in condizioni controllate, ma molti giocatori disattivano l’AR durante il combattimento per maggiore stabilità e visibilità, soprattutto sotto luce solare intensa. Nel 2026 la maggior parte dei cacciatori di alto livello preferisce la modalità standard per una precisione superiore.
La stabilità dei server è migliorata rispetto al periodo iniziale. Il matchmaking regionale per Hunt-a-thon ed eventi con Draghi Anziani è più affidabile e gli eventi globali registrano meno interruzioni. Rimane tuttavia uno squilibrio tra aree urbane e zone rurali, dove la densità di mostri e attività è inferiore.
L’integrazione nel mondo reale comporta questioni pratiche. Il gioco incoraggia a camminare per generare nuovi mostri e raccogliere risorse, ma questo può comportare rischi se si gioca distrattamente. Sono presenti limiti di velocità e avvisi di sicurezza, tuttavia il contesto urbano affollato resta una variabile da considerare.
Anche le condizioni meteo incidono sull’esperienza. La luce solare intensa riduce la leggibilità dello schermo, mentre pioggia e freddo possono limitare le sessioni all’aperto. A differenza dei titoli console, fruibili in qualsiasi momento indoor, Monster Hunter Now dipende dal contesto fisico del giocatore.
Allo stesso tempo, la struttura basata sul movimento si inserisce nelle tendenze di gioco orientate al benessere del 2026. Missioni giornaliere, progressione legata ai passi e eventi a tempo incoraggiano un’attività fisica moderata, rappresentando per alcuni un vantaggio rispetto al gioco sedentario tradizionale.

Dal lancio, Monster Hunter Now ha ampliato progressivamente il roster. Nel 2026 include numerosi mostri iconici di diverse generazioni, tra cui Zinogre, Nargacuga, Teostra e Kushala Daora. Gli aggiornamenti stagionali introducono varianti evento e materiali limitati, mantenendo alta la rotazione dei contenuti.
La progressione delle armi resta basata sulla ripetizione delle cacce per ottenere materiali specifici. L’equipaggiamento di alto rango richiede partecipazione costante agli eventi. A differenza dei capitoli console, non esiste un’espansione a pagamento unica: i contenuti vengono distribuiti gradualmente durante l’anno.
La monetizzazione si concentra su paintball, ricariche di pozioni ed espansione dell’inventario. Pur essendo free-to-play, le limitazioni di risorse possono rallentare i giocatori che non spendono. Nel 2026, tuttavia, gli aggiustamenti di bilanciamento hanno attenuato la percezione che gli acquisti siano indispensabili per restare competitivi.
La caccia cooperativa è centrale per la longevità del gioco. Hunt-a-thon e intercettazioni dei Draghi Anziani incentivano la collaborazione, mentre il matchmaking di prossimità facilita la cooperazione spontanea nelle aree popolate. Nelle grandi città gli incontri organizzati restano frequenti durante gli eventi globali.
L’esperienza sociale, però, varia molto in base alla posizione geografica. Nei centri più piccoli è difficile trovare compagni di caccia vicini, limitando l’accesso ai mostri di livello superiore progettati per gruppi. Le funzioni di partecipazione remota esistono per alcuni eventi, ma non coprono tutte le attività.
Nonostante questi limiti, la cadenza degli eventi mantiene attivo l’ecosistema. Biomi a rotazione, sfide settimanali e obiettivi collaborativi forniscono motivazioni ricorrenti. Per chi integra il gioco nella routine quotidiana di movimento, Monster Hunter Now rappresenta una reinterpretazione originale, anche se non perfetta, della formula di caccia.
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